CF Augmented Residency
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Benno Steinegger

benno steinegger in residenza per

I (TO BE DEFINED)

"The Casting" è un progetto a lungo termine che consiste in una investigazione sulle implicazioni politiche della ricerca della bellezza. Da questa ricerca, nascono diversi ritratti in forma di performance, di persone interessate a diverse forme d'arte come il teatro, la danza, il canto. "The Casting" diventerà un progetto per il web che parte dell'idea di documentare e riscrivere l'intenso processo di queste performance.

“The Casting” is a long-term project. It is an investigation of the political implication of the seek for beauty. Practically this research produces several staged portraits in the form of performances of people who are amateurs of different art-forms, such as theatre, dance and voice studies. “The Casting” will become a project for the web, published on this website, which starts from the idea to document and re-write the intense working process of these performances.


ABOUT BENNO STEINEGGER

Dall'inizio del mio percorso artistico, investigo il tema dell'identità. Provo a rompere la superficie dell'apparenza per catturare la complessità delle identità in continuo cambiamento nella società contemporanea. I miei lavori questionano la stabilità delle identità e ambisce a costruire dispositivi che diano al pubblico la possibilità di riflettersi in essi e cogliere gli aspetti cangianti della propria identità. In uno dei miei primi lavori, “Cecchini/Scharfschützen” (2006), ho investigato tracce comuni di identità locali del mio territorio, il Sud Tirol italiano. Lavorando con Codice Ivan, ho investigato l'identità in relazione con il pensiero di Guy Debord e con quella che definisce "Società dello Spettacolo" e il bisogno di andare oltre l'apparenza per trovare qualcosa di più profondo (“Pink, Me and the Roses”, 2009), connesso alla nozione di Felicità (GMGS_What the hell is happiness, 2011) e con la vita e la morte (Muori, 2013). ll mio recente video “Aderlass/Salasso” (2014) è un'azione che sblocca madre e figlio dall'identificazione con la violenza maschile. 

www.bennosteinegger.com

Ever since my artistic work is investigating identity. I’m trying to break trough the surface of what appears to capture the complexity of continuously changing identities in contemporary societies. My artworks are questioning the stability of identities and aim to build up dispositives, which give the public the chance to reflect themselves in them, in order to catch aspects of their own changing identities. In one of my first works, “Cecchini/Scharfschützen” [2006] I investigated common traces of local identities of my home-region, the north-italian South-Tirol. Working with the collective Codice Ivan I investigated identity in relation to what Guy Debord would define the “Society of the Spectacle” and the need to go beyond appearance to find something deeper (performance “Pink, Me and the Roses” [2009]), in relation to the notion of happiness (GMGS_What the hell is happiness [2011]) and in relation to death and life (“Muori” [2013]). My recent video “Aderlass/Salasso” [2014] is an action, which frees mother and son from identification with male violence.



video e foto: Andrea Pizzalis per Centrale Fies

2016