CF Augmented Residency
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Alessandro Sciarroni

alessandro sciarroni in residenza per

AURORA


AURORA è una pratica performativa e coreografica sul passare del tempo che nasce da una riflessione sulle discipline sportive in generale, ed in particolare sul gioco del Goalball: una disciplina sportiva rivolta a non vedenti e ipovedenti. Questo lavoro rappresenta il terzo capitolo di un progetto più ampio intitolato “Will You Still Love Me Tomorrow?” una trilogia di Alessandro Sciarroni dedicata ai concetti di resistenza, sforzo e concentrazione. Come afferma Sergio Lo Gatto in “Una drammaturgia del tempo” : “Il presupposto di tutti e tre i lavori è quello di portare in scena una “qualità” di realtà che non ha a che fare con l’imitazione di una pratica, ma con il trasferimento (progressivo di opera in opera) della pratica da un contesto a un altro.” In questa maniera Aurora, si riconnette ai due capitoli precedenti della trilogia, come un evento senz’occhi, composto seguendo il ritmo dell’azione che rivela la vera natura e il significato della pratica sportiva, dove il tempo non coincide mai con la durata, ma si contrae e si dilata in relazione alla percezione sensoriale soggettiva di performer e pubblico.

“AURORA” is a performative and choreographic practice based on the passing of time and stemming out of a reflection on sporting disciplines in general and, specifically, on the game of Goalball: a sport performed by blind and partially sighted people. This work is the third chapter of a trilogy “Will you still love me tomorrow?”, a project that explores the concepts of resistance, strain and concentration. As Sergio Lo Gatto states in “Una drammaturgia del tempo”: “at the base of each of the three works is the idea of bringing on stage a “quality” of reality obtained not imitating a practice, but transferring (through a progression from work to work) a practice from one context to another.” In this way, Aurora reconnects itself with the two previous chapters of the trilogy like an event with no eyes that follows the rhythm of the action revealing the real nature and meaning of sport where time never corresponds with duration. On the contrary, time shrinks and expands in relation to the subjective sensorial sensation of the performer and of the audience.


ABOUT ALESSANDRO SCIARRONI

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle Performing Arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. I suoi lavori vengono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline. Tra i vari riconoscimenti, gli viene assegnato nel 2019 il Leone d’Oro alla carriera per la Danza.

Il suo lavoro oltrepassa le tradizionali definizioni di genere. Parte da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana, fa ricorso ad un impianto teatrale, e può utilizzare alcune tecniche e pratiche derivanti della danza, e da altre discipline come il circo e lo sport. Oltre al rigore, alla coerenza e alla nitidezza di ogni creazione, i suoi lavori tentano di disvelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica degli interpreti, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo, alla ricerca di una dimensione temporale altra, e di una relazione empatica tra spettatori e interpreti.

www.alessandrosciarroni.it

Alessandro Sciarroni is an Italian artist active in the field of Performing Arts with several years of experience in visual arts and theater research. His works are featured in contemporary dance and theater festivals, museums and art galleries, as well as in unconventional spaces and involve professionals from different disciplines. In 2019 he was awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement in Dance by the Venice Biennial.

His work goes beyond the traditional definitions of gender. He starts from a conceptual Duchamp-like matrix, makes use of a theatrical framework, and he can use some techniques and experiences from dance, as well as circus or sports. In addition to the rigor, coherence and clarity of each creation, his work tries to uncover obsessions, fears and fragilities of the act of performing, through the repetition of a practice to the limits of the physical endurance of the interpreters, looking at a different dimension of time, and to an empathic relationship between the audience and the performers.





video e foto: Andrea Pizzalis per Centrale Fies